giovedì 27 novembre 2008

Bruciore vaginale




Lancinante bruciore vaginale
m'assale, m'assale
come se un furioso animale,
brutale, brutale,
lacerasse l'imene mio frale,
che male, che male.

mercoledì 26 novembre 2008

Come viecchi inzallanuti


Come viecchi inzallanuti
giriamo come i sciemi nella nebbia

La nebbia della vita
che quando c'è la nebbia non si riesce a vedere niente
e lo dicono pure alla televisione :
"statevi attenti se dovete uscire con la macchina........
perchè c'è la nebbia".

Ma ecco che,
come sembrava che era finita la nebbia
bello e buono arriva una pioggia.......................
fortissima

E se tieni un calendario sottomano
cominci a farteli tutti quanti
così come vola l'aeroplano
cominciano a volare pure i santi.

Ed è subito sera.

martedì 25 novembre 2008

Vertigine: analisi testuale




Vertigine
Il senso di vertigine
dell’immensità di un cielo stellato.
La lieve carezza del silenzio
che accompagna l’arrivo della notte.
I ricordi
che prendono le forme delle sue mille ombre
fino a fondersi con i sogni……

Nero74


Analisi testuale.
Questo carme, opera del sedicente poeta Nero74, è un malriuscito tentativo di composizione ermetica. La stringatezza della poesia, infatti, non si accompagna con l’incisività e la ricchezza di significati tipica dell’ermetismo. L’argomento della vertigine, già utilizzato in una nota canzone degli U2, è qui accostato all’immensità di un cielo stellato, ed appare come un probabile indice di disturbi all’orecchio interno, organo responsabile della percezione gravitazionale, e, quindi, dell’equilibrio. La vertigine che coglie l’autore è accompagnata dalla [sic] carezza del silenzio, che […] accompagna l’arrivo della notte. L’autore si trova dunque in preda alle vertigini, per cui incapace di reggersi in equilibrio, cade sdraiato in una notte stellata. Come è ovvio, i sogni ed i ricordi pervadono la mente di Nero74, supino nella notte; da questo, e dagli allusivi puntini sospensivi finali, si desume il fatto che la poesia sia una elegante e velata ode all’autoerotismo, concetto mai espresso, ma sotteso nell'opera.

Ode Estemporanea N°66



















Tappo di Sughero che da un vino spumeggioso sale,

Dentro una notte di turbinoso vento,

Tu che cerchi, ansante, il volto del Male,

Ma lo fai senza mai un lamento,

Tu che la notte gracchi come cornacchia in un frinir di cicale,

Ieri sera ho visto un film che si chiama Memento,

Mi è piaciuto.

lunedì 24 novembre 2008

Ammonio mari in tèrica baldanza.




Ammonio mari in tèrica baldanza,
perincitando assessi di cimastra
e lorponendo artefici a disastra
dilettamente in serica piangianza.

Cumulonembi apprescano la stanza
che trostambùra aletta di diastra,
prosifilòni uncistano l'allastra
per terticarsi assòniti in vallanza.

Quartisteranno i fosti mallorosi,
contré porranno i disti al sisto loto,
e perrierànno i còti ai pavinosi:

s'increderranno i cèrridi pro toto,
zemulinànti in mismi cellemosi
e somi sesti alcìni al Befomòto.

Non buttateci giù




Non buttateci giù

come stronzi

nel water.

Chiediamo solo di essere giudicati

con indulgenza

e sensibilità

che noi abbiamo sentimenti

e poi

se ci votate contro

noi votiamo contro di voi.

Gne gne gne.

Attessa mòre, levitando in gébilo.




Attessa mòre, levitando in gébilo,
quantunque attenda glòsoli addensàti,
e basilisco mòvesi nel grèbilo,
pur quantonando gli esiti dei fàti.

Aberra e abòrra, l'àcume besèbilo
tortaccionandosi nei fluvoli calàti,
ma tòrre e crosta l'uomo in vile èbilo,
ignomarando carichi e paràti.

Simmisca l'ermo strepito cocente,
lampetti quinto torrido congedo,
astìpuli l'antìpito coerente

e non s'accestri coli al bieco vedo.
S'astòcchi tùmulo daràndo tra la gente
e tratti d'assi dito duolo dedo.