martedì 2 dicembre 2008

Solitudine



Io non ho una donna accanto
Né amichette a monte e a valle
Sono solo, e non è un vanto
Che mi scoppino le… idee in testa.


Io non sono Panettone
Non mi accoppio con donnette
Alla sera, nel lettone
Posso solo far… pensieri piuttosto casti.

E’ ben triste l’esistenza
Meglio che non ve lo dica!
Tutto questo è conseguenza
Della mancanza di… calore umano.

Ma mi han detto, che per strade
Buie, con pochi lampioni
Ci son donne, e non son rade
Che ti svuotano i… sentimenti di solitudine.

Sono delle signorine
Che ti vogliono aiutare
E per poche monetine
Tu con lor potrai… avere proficue discussioni.

Ora vado, ora mi muovo
Io non sono certo un mulo!
Corro in strada, una ne trovo
E poi glielo metto in… testa, che sono un ragazzo sensibile, a dispetto delle apparenze.

Segui allora il mio consiglio:
Bionde, more oppur castane
Corri, e porta il portafoglio!
Potrai andar con le… simpatiche assistenti sociali comunali, preposte all’aiuto delle persone sole.

lunedì 1 dicembre 2008

Mutanda,oh! mia mutanda


Mutanda hai la tua storia

hai vissuto momenti di gloria

da quando l'uomo antico

s'è messo la foglia di fico.

Hai subito varie trasformazioni

e momenti di confusioni

ma alla fine senza tante pratiche

si è adattata a tutte le natiche.

Se la gente è poveretta

lei si fa chiamare " braghetta"

se la indossa una vip

allora lei si fa chiamare slip.

Ma la moda è proprio matta

ed ultimamente si è ritratta

allora lei si reinventa

e diventa tutta trasparenta.

C'è il tanga per le donne

che fa ,le gambe,come colonne

e per la femmina che si fa osè

si può dire pure olè!

Ma anche gli uomini senza convenzioni

l'han ridotta, quasi a soffocar i mar...

Poi la gente si lamenta

e non è più contenta

bisognerebbe che questo perizoma

coprisse di più la zona

esaltando,così la sua natura

per non lasciare le chiappe fura.

venerdì 28 novembre 2008

La marmitta non funziona





Sono giorni che ci provo...

spingo, arranco, chiuso a uovo!

Ma che odori e che sconquassi

ma non escon i liquassi.

Bevo latte a tradimento

e sento SOLO un gran tormento

quindi corro al gabinetto

ma mi esce un sol trombetto.

Mò mi dico, un pò invasato, che la cosa è assai vicina

ma deambulo arraggiato,verso quella che è la cucina.

La pasta scuoce ed il sugo è bruciato

ma il temporale or si riannuncia col boato.

Il momento è devastante

e la carta igenica è mancante!

Ma è iniziato il momentone

e la prima metà è già nel pantalone!!!...

corro in fretta e senza indugio

perchè il cesso è il mio rifugio.

Ma che dire? Ma che fare?

Ora non lo si può più fermare.

Tra olezzi e pacciughi

cerco uno straccio che m'asciughi....

Sono allegro e sò rinato

perchè le riserve, almeno, ho svuotato!

Palle




Palle
che girano
vorticosamente
come mucche
inquiete.

Il mondo è tutto
un girare
di palle.

Il mondo
è una palla
che gira,
rigira,
su sè stessa
e torna sempre
allo stesso posto.

Palle degli occhi
che girano.

I tuoi occhi
sono palle.

Palle dovunque.

Palle.

Ancora palle.

Di nuovo.

Silenzio.

giovedì 27 novembre 2008

Senza permesso di soggiorno dell' Arcobaleno


Un giorno che pioveva stavamo sopra a un arcobaleno.
Ci scapezzavamo col carruociolo*
poi se ne andò l'arcobaleno.......
e andammo a finire con la faccia per terra.

Era il per terra della vita
che non fai nemmeno in tempo a rialzarti
che ti danno uno scozzettone** fortissimo da dietro
e ti menano un'altra volta per terra

E diventammo ben presto senza permesso di soggiorno dell' arcobaleno,
aspettando ad ogni maletiempo,
che il Padreterno ci chiamasse
in modo da ricongiungerci con Lui..........

Ma l'arcobaleno non venne nemmeno se gli offrivamo una tassoni al bar,
con i suoi magici colori
allora noi vedemmo che c'erano anche altri colori
e che tra tutti quanti i colori
c'erano i colori belli
ed anche i colori brutti

Sono i colori del mondo attorno a noi,
giovani d' oggigiorno,
che pure che viviamo in un mondo fatto di problemi di attualità
torniamo a sorridere senza motivo
proprio come ai mongoloidi
e allora quando il Padreterno ci chiamerà
assettato sopra all' arcobaleno
vorrà dire che noi saremo morti
e andremo a finire sottoterra in mezzo ai viermi.

La mamma di chi vota No è nemica della cultura e della democrazia.

*scivolavamo con lo slittino.

** ceffone sulla nuca.



Pioggia























Piove,

 

Il cielo fa paura,

 

E la Notte è più buia,

 

Perché piove.

 

Dove sei tu, pallida Luna?

 

Ah già, sei dietro le nuvole,

 

Perché piove.

 

E io che domani devo andare a giocare una partita di pallone,

 

Speriamo solo che non si infonde troppo,

 

Il campetto,

 

Perché piove.


Tratto da una storia vera.

Tremendamente trema a terra il terroretto.


Tremendamente trema a terra
il terroretto.

Serenamente serra al suolo
il tesoretto.

Tramaglinando e e pure Mondellando,
perpetuamente porta il Donnabbondio.

Abbonda Donna.
Nabbòn Dadòn.
Don Bondi.
San.
Adonai.
Adonai.

Bruciore vaginale




Lancinante bruciore vaginale
m'assale, m'assale
come se un furioso animale,
brutale, brutale,
lacerasse l'imene mio frale,
che male, che male.

mercoledì 26 novembre 2008

Come viecchi inzallanuti


Come viecchi inzallanuti
giriamo come i sciemi nella nebbia

La nebbia della vita
che quando c'è la nebbia non si riesce a vedere niente
e lo dicono pure alla televisione :
"statevi attenti se dovete uscire con la macchina........
perchè c'è la nebbia".

Ma ecco che,
come sembrava che era finita la nebbia
bello e buono arriva una pioggia.......................
fortissima

E se tieni un calendario sottomano
cominci a farteli tutti quanti
così come vola l'aeroplano
cominciano a volare pure i santi.

Ed è subito sera.

martedì 25 novembre 2008

Vertigine: analisi testuale




Vertigine
Il senso di vertigine
dell’immensità di un cielo stellato.
La lieve carezza del silenzio
che accompagna l’arrivo della notte.
I ricordi
che prendono le forme delle sue mille ombre
fino a fondersi con i sogni……

Nero74


Analisi testuale.
Questo carme, opera del sedicente poeta Nero74, è un malriuscito tentativo di composizione ermetica. La stringatezza della poesia, infatti, non si accompagna con l’incisività e la ricchezza di significati tipica dell’ermetismo. L’argomento della vertigine, già utilizzato in una nota canzone degli U2, è qui accostato all’immensità di un cielo stellato, ed appare come un probabile indice di disturbi all’orecchio interno, organo responsabile della percezione gravitazionale, e, quindi, dell’equilibrio. La vertigine che coglie l’autore è accompagnata dalla [sic] carezza del silenzio, che […] accompagna l’arrivo della notte. L’autore si trova dunque in preda alle vertigini, per cui incapace di reggersi in equilibrio, cade sdraiato in una notte stellata. Come è ovvio, i sogni ed i ricordi pervadono la mente di Nero74, supino nella notte; da questo, e dagli allusivi puntini sospensivi finali, si desume il fatto che la poesia sia una elegante e velata ode all’autoerotismo, concetto mai espresso, ma sotteso nell'opera.

Ode Estemporanea N°66



















Tappo di Sughero che da un vino spumeggioso sale,

Dentro una notte di turbinoso vento,

Tu che cerchi, ansante, il volto del Male,

Ma lo fai senza mai un lamento,

Tu che la notte gracchi come cornacchia in un frinir di cicale,

Ieri sera ho visto un film che si chiama Memento,

Mi è piaciuto.

lunedì 24 novembre 2008

Ammonio mari in tèrica baldanza.




Ammonio mari in tèrica baldanza,
perincitando assessi di cimastra
e lorponendo artefici a disastra
dilettamente in serica piangianza.

Cumulonembi apprescano la stanza
che trostambùra aletta di diastra,
prosifilòni uncistano l'allastra
per terticarsi assòniti in vallanza.

Quartisteranno i fosti mallorosi,
contré porranno i disti al sisto loto,
e perrierànno i còti ai pavinosi:

s'increderranno i cèrridi pro toto,
zemulinànti in mismi cellemosi
e somi sesti alcìni al Befomòto.

Non buttateci giù




Non buttateci giù

come stronzi

nel water.

Chiediamo solo di essere giudicati

con indulgenza

e sensibilità

che noi abbiamo sentimenti

e poi

se ci votate contro

noi votiamo contro di voi.

Gne gne gne.

Attessa mòre, levitando in gébilo.




Attessa mòre, levitando in gébilo,
quantunque attenda glòsoli addensàti,
e basilisco mòvesi nel grèbilo,
pur quantonando gli esiti dei fàti.

Aberra e abòrra, l'àcume besèbilo
tortaccionandosi nei fluvoli calàti,
ma tòrre e crosta l'uomo in vile èbilo,
ignomarando carichi e paràti.

Simmisca l'ermo strepito cocente,
lampetti quinto torrido congedo,
astìpuli l'antìpito coerente

e non s'accestri coli al bieco vedo.
S'astòcchi tùmulo daràndo tra la gente
e tratti d'assi dito duolo dedo.

Zumpappà




Zumpappà! Zumpappa!

Parapaponziponzipò!

Camminavo

e attraversavo la strada,

c'era un

semaforo

verde

giallo

poi rosso.

Mi sono fermato.

La vita assomiglia a un semaforo

con le striscie

e a volte

pesti

una cacca

di

cane.